La ragione incompiuta

 

 

Salvatore Principe

 

La ragione incompiuta

Giambattista Vico e la crisi dell'autoreferenzialità epistemica  

 

 

 

 ISBN978-88-6647-513-2  

  

 

 

Tra le strade possibili della ragione europea, una ha prevalso: quella della misura, del metodo, della certezza matematica, della riduzione del mondo a oggetto calcolabile. Da Galileo a Cartesio, da Newton alla tecnoscienza contemporanea, l’Occidente ha costruito la propria potenza sulla formalizzazione del reale. Ha imparato a dominare la natura, a prevedere i fenomeni, a trasformare il mondo. Ma, nel cuore stesso di questa vittoria, qualcosa è rimasto incompiuto. Giambattista Vico è il nome di questa possibilità non realizzata. Contro l’identificazione della ragione con il calcolo, egli pensa una razionalità più ampia: storica, simbolica, poetica, filologica, civile. Una ragione capace di comprendere non solo ciò che si misura, ma ciò che gli uomini fanno, narrano, ricordano, istituiscono e abitano. La ragione incompiuta rilegge Vico come pensatore di una modernità alternativa: non nemica della scienza, ma ostile alla sua assolutizzazione. Dal verum-factum alla sapienza poetica, dall’ingegno alla “barbarie della riflessione”, il volume mostra l’attualità di una filosofia capace di interrogare la crisi dei saperi, il dominio della tecnica e l’avvento dell’intelligenza artificiale. Vico non appartiene al passato. È il nome di una possibilità ancora aperta: quella di una ragione capace di attraversare la scienza senza ridursi a tecnica, di usare il calcolo senza dimenticare la storia, di produrre conoscenza senza smarrire la sapienza civile. La modernità che non si è realizzata non è morta. Attende ancora di essere pensata.

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